Leggiamo su diversi organi di stampa di scontri avvenuti ieri, in molte piazze italiane, fra le Sentinelle in piedi e alcuni contestatori. Trovo incredibile che si riporti in questo modo quanto è accaduto, perché non si può parlare di scontro quando chi sta manifestando silenziosamente, pacificamente, semplicemente in piedi a leggere un libro, come le Sentinelle, viene minacciato, accerchiato, aggredito con insulti e violenze e costretto, per paura, a lasciare la piazza scortato dalla polizia.
Si tratta di un attacco vergognoso, oltretutto pianificato e organizzato, visto che si è svolto con le stesse modalità in tutta Italia, contro persone che inermi hanno cercato di portare a termine la loro pacifica manifestazione.
Mentre nei diversi Gay Pride abbiamo spesso assistito a scene offensive per i credenti e contro il Papa, in queste veglie nulla offende. Eppure siamo arrivati a un livello di arroganza e intolleranza tale che non si accetta più neanche il confronto con l’altro. Se oggi non si tollera neanche chi, silenziosamente, manifesta per le proprie idee, cosa accadrà con una legge come quella sull’omofobia in discussione al Senato?
Presenteremo un’interrogazione parlamentare sui fatti accaduti ieri perché sia garantita la libertà di espressione e di manifestazione.
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Cari politici che vi battete per i diritti delle lobby Gay, ecco il mondo che sostenete.
Ed ai politici che che stanno dalla parte della FAMIGLIA, ma che hanno paura di mettersi contro il mondo del "politically correct":
prendete l'iniziativa ed iniziate a tutelare quel bene prezioso che è la famiglia, perchè siete responsabili degli anni che verranno.
P.S.
Per i militanti LGBT:
L'omofobia, come ogni fobia, prevede che l'omofobo, al contatto con la sua paura, "impazzisca" e degeneri in comportamenti irrazionali.
Le famiglie e le persone insultate ieri vi sembrano tra questi?
Quindi si smetta di ripetere come pappagalli ideologizzati: "OMOFOBI, OMOFOBI"
Perchè, come avete potuto vedere, chi sostiene la famiglia lo fa in modo sano, pacifico, rispettoso e razionale.
Non mi piace piùNon mi piace più · · C
Aiuto! Ancora Fedez, che tra una volgarità e l'altra cerca di far dimenticare di aver detto in passato cose piuttosto violente e pesanti anche sull'omosessualità. Ma quello che mi spaventa è la sua voglia di fare l'influencer politico partendo dal disprezzo per la politica. La moglie sputa sui politici tutti "schifosi", mentre lui parla della legge Zan ignorando completamente le motivazioni di chi la rifiuta, basandosi sul luogocomunismo più banale, e senza rispetto per i delicati equilibri di un sistema democratico. Fedez ritiene che la politica possa essere una roba da influencer che pubblicizzano le proprie idee sul web come i prodotti sponsorizzati, magari da Jeff Bezos, cercando follower e non costruendo un consenso fondato su una visione del mondo. No, pietà. Abbiamo già dato. Abbiamo avuto Grillo e i grillini, che finalmente oggi si stanno spacchettando, dopo aver dimostrato di vivere nel vuoto politico e culturale, e di essere attaccati alle poltrone e alle auto blu in modo imbarazzante, capaci di fare qualunque giravolta pur di non essere cacciati dal palazzo. Basta. Fedez che fa lezioni di coerenza ai politici? Anche no.
Parla del ddl Zan senza sapere nulla
Come si fa a comportarsi così?
Dovrebbero provare almeno un po' di vergogna quelli che affidano a saltimbanchi prezzolati - pronti, peraltro, a fare mercimonio dei figli e dell'intimità della propria casa - l'elaborazione di un pensiero politico, o antropologico.
E invece no.
In questo modo la sinistra fa bella mostra del vuoto culturale e valoriale che la pervade.
Potrebbe essere un bel boomerang, se solo tra quelle fila ci fosse un minimo di attività critica...
Chi obietta (come fa bene Roccella) non può essere capito da quelli che non vogliono costruire su basi culturali, come la platea di esseri impulsivi, tatuati, rifatti, addobbati di cose, che si copiano pensando di essere unici.
Chi è in grado di capire, spesso si chiede se fare silenzio e ingegnarsi...
Vorrei rassicurare chi continua, giustamente, a essere contrario alla legge Zan anche in versione Scalfarotto, cioè senza gender, autoidentificazione, ecc. Io sono ovviamente contraria, e dico ovviamente perché nella scorsa legislatura è stata la tenacia mia e di Alessandro Pagano (ora deputato della Lega) a evitare che quella proposta passasse, facendo saltare l'accordo che già c'era tra il Pd e il Pdl alla Camera, e permettendo così che al Senato, dove la sinistra non aveva i numeri, la legge si bloccasse. L'abbiamo fatto cercando di convincere il nostro capogruppo e i nostri compagni di partito, resistendo alle pressioni di alcuni big che erano a favore dell'accordo, e soprattutto raccogliendo le firme per una pregiudiziale a cui il gruppo era contrario. Quando, però, si è visto che eravamo riusciti a ottenere le firme necessarie per la presentazione della pregiudiziale, l'aria è cambiata. Perché racconto questo? Non solo per riaffermare la mia contrarietà a una legge che, come ho già scritto, è illiberale e crea disparità di trattamento tra le persone che possono, per i più diversi motivi, essere esposte a bullismo e violenza. Lo ricordo anche per spiegare che una battaglia politica in cui si crede bisogna farla anche "contro" il proprio partito o gruppo, cercando di convincere gli altri e di spostarli sulle posizioni che si ritengono giuste. E' questo che dobbiamo chiedere con forza ai nostri amici cattolici all'interno dei vari partiti. Fatevi sentire, siate coraggiosi!
A proposito di gender io mi sento uno scoiattolo e sto cercando una scoiattola per sposarmi
Domanda: posso pagare le tasse in ghiande e nocciole?
Buone notizie. La prima: i renziani hanno resistito alle pressioni a sinistra e la legge Zan, che sarebbe passata al Senato solo con qualche voto del centrodestra, ora è certo che non abbia più i voti. Italia viva vuole tornare alla legge Scalfarotto, che non conteneva il gender e la possibilità del self-id, l’autoidentificazione di genere. Questo è accaduto grazie alla strategia di valorizzare e dare tutto lo spazio possibile a chi esprimeva critiche da sinistra, come le femministe, molti giuristi e personalità della cultura; critiche che la stampa e il vasto schieramento pro-Zan volevano tacitare. Non a caso, insieme alle 70 associazioni di Polis pro persona abbiamo organizzato il primo luglio un incontro (si può vedere sulla pagina di Polis Pro Persona ) con la Terragni, Ricolfi, e altri, proprio in questa chiave. Io resto convinta che una legge anti-omofobia non serva, non perché non ci siano attacchi e reazioni intolleranti nei confronti degli omosessuali, ma perché le persone vanno protette in quanto persone, per qualunque fragilità anche solo caratteriale (quanto bullismo sui ragazzi introversi e itimidi!), e non in base a categorie sociologiche. Altrimenti si tende a tutelare solo chi è politicamente forte, chi fa parte di associazioni potenti e capaci di fare pressione, e non CHIUNQUE ne abbia bisogno. Però sapere che il gender non passerà è già un bel sollievo. Un’altra notizia positiva è che stiamo cominciando a raccogliere le firme dei Sindaci per chiedere che il Parlamento discuta e approvi la legge sulla Giornata della vita nascente (https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/i-sindaci-a-una-voce-per-la-vita-nascente). E’ un obiettivo raggiungibile, e dobbiamo farcela!
Ma se il ddl Scalfarotto lo abbiamo affossato al Senato anni fa ora andrebbe bene?
Vuol dire perdere pure quando si potrebbe vincere.
Non ne combinate una buona che sia una…


















